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Alberani lancia la proposta degli “Stati generali dell’Abitare” per ricentrare le priorità dell’Edilizia Residenziale Pubblica

“Rigenerazione urbana e affitto sostenibile: una risposta inclusiva alla domanda debole” è il tema del XII Congresso Nazionale del Sunia in corso in questi giorni a Rimini. Nella giornata d’apertura, oltre alla relazione introduttiva del Segretario Generale del Sindacato degli inquilini Daniele Barbieri, ci sono stati gli interventi del Segretario nazionale della Cgil Nino Baseotto e del Presidente di Acer Bologna Alessandro Alberani (in rappresentanza di Federcasa e del suo Presidente Luca Talluri), di cui pubblichiamo il discorso.



Carissimi amici Delegate e Delegati del SUNIA,

non vi nascondo che sono felice di essere presente oggi con voi a rappresentare FEDERCASA, vi manda un saluto il Presidente Luca Talluri, in occasione del vostro Congresso.

Alcuni di voi lo sanno: ho ricoperto per trent’anni ruoli di responsabilità a livello locale, regionale e nazionale nella CISL e per anni mi sono occupato di politiche abitative e non nascondo di aver avuto come maestro un vostro importante rappresentante, Mauro Colombarini.In questo momento così difficile per la politica e per il nostro Paese, descritto anche molto bene nell’introduzione delle vostre tesi congressuali, è fondamentale dire due cose: oggi più che mai il Paese ha bisogno delle Organizzazioni Sociali di rappresentanza, ha bisogno di un Sindacato, un Sindacato certamente nuovo ma che porta nel suo DNA il valore della democrazia; e la seconda affermazione che faccio è che in questo paese c’è bisogno di parlare ed agire sempre più sulle politiche abitative.

Voi rappresentate le persone semplici e sapete che per i singoli, per le famiglie sono tre i pilastri: la salute, il lavoro e la casa. Purtroppo nel nostro Paese anche i precedenti governi hanno considerato la casa la cenerentola del welfare nonostante le sollecitazioni dei Sindacati confederali (che avrebbero potuto fare di più…) e del Sindacato degli inquilini.

Ho letto con attenzione le vostre tesi e devo dire che condividiamo largamente la vostra riflessione a partire dal finanziamento dell’ERP e dalla riqualificazione e razionalizzazione del patrimonio pubblico. Ma ancor di più condivido l’impegno per un’alleanza per la qualità della “Città Pubblica” ed è proprio su questo tema che si deve consolidare una reciprocità fra i Sindacati degli inquilini e FEDERCASA.

Quindi vi sottopongo in particolare tre punti.

Il primo è di arrivare a un’Assemblea Nazionale sulla casa, una sorta di “Stati Generali dell’Abitare” da realizzarsi nei primi mesi dell’anno per ricentrare la priorità dell’Edilizia Residenziale Pubblica attraverso un grande coinvolgimento dell’associazionismo e delle forze sociali.

Il secondo punto è la realizzazione di strategie che mettano al centro “la difesa della Casa Pubblica”, valorizzando sempre più l’ERP considerato oggi un SIEG (servizio interno economico generale) in un SIG (servizio interno generale) così come definito per l’ERS. Bisogna che il Governo capisca l’importanza dell’ERP e di conseguenza muova azioni e investimenti. A cascata tutto questo deve avvenire nei Comuni e nelle Regioni.

Il punto tre è la condivisione delle buone pratiche sul tema della gestione sociale, cercando nuovi strumenti per dare più ruolo agli inquilini.

Su questi tre punti è avviata una riflessione e credo sia importante accelerare il nostro percorso. A fianco a questo ci stanno tanti altri temi, in particolare la mediazione sociale e le regole di convivenza, la riqualificazione urbana ed energetica, il tema della legalità.

Nell’Azienda di cui sono Presidente ho cercato con fatica di svecchiare la struttura, rendendola più disponibile alla collettività. Vi assicuro che non è facile perché c’è un retaggio antico nell’operatività. Le nostre aziende dovrebbero essere, oltre che rigorosamente al servizio del cittadino e dell’inquilino, efficienti e questo lo si fa cercando di riorganizzarle. Lo so che a volte non siamo all’altezza delle risposte che dovremmo dare, ma faremo di tutto per migliorarci. Ma, a fianco di questo ruolo tradizionale e primario, dobbiamo innovare ed infatti in questo anno e mezzo di mia presidenza ho parlato molto della missione sociale di ACER che vuol dire attenzione ai più deboli, alla disabilità, ai non autosufficienti, a politiche di integrazione sociale, a processi culturali che facilitino la convivenza. Su questo il SUNIA ci ha sempre aiutato e stimolato e a volte anche criticato, ma le critiche intelligenti non devono spaventare, anzi devono essere elementi di miglioramento, quindi grazie per quello che fate, siete un soggetto per noi importante perché in questo Paese dobbiamo lottare perché non vengano cancellate le parole solidarietà, rispetto, aiuto, equità . Dobbiamo anche noi intervenire perché non sia troppo tardi, perché si riprenda un processo culturale, fondato sui valori e sulla persona. Mi sento di dire alla fine che un grazie va soprattutto all’ultimo dei volontari, a tutte quelle persone che dedicano una parte della propria vita per dare qualcosa agli altri. Il SUNIA è anche e soprattutto questo.